Fragilità. Una storia, tante storie.

Un viaggio virtuale alla ricerca della fragilità nella storia e nell’arte sacra a Fossano.


Vincenza Pace commenta l’opera.

San Sebastiano soccorso dall’angelo
Narrazione di Vincenzo Pace

La tela si conserva presso il Museo Diocesano di Fossano.


A me è toccato il compito di commentare il quadro che illustra il martirio di San Sebastiano, del pittore fossanese  Giacomo Pittatore, proveniente dalla seicentesca chiesa di San Giuseppe, ora custodito presso il Museo Diocesano.

Visto che il tema principale del commento riguarda la fragilità… l’ aspetto che mi ha colpito di più è che il quadro tratta di una fragilità estrema, ovvero l’interruzione della vita tramite una morte violenta.

Nella vita quotidiana si parla di fragilità come di un qualcosa che si può migliorare e gestire tramite cure e conforti di ogni genere, qui invece siamo al cospetto di una fragilità estrema e irrimediabile.

Pertanto, oltre all’emergere della debolezza dell’essere umano, si evidenzia nell’opera il grande conforto degli angeli che donano al condannato un aspetto sereno, nonostante la paura e il terrore di andare incontro a una morte dolorosa e lenta.

Il quadro rappresenta il primo supplizio di San Sebastiano al quale, tuttavia egli sopravvisse. Fu successivamente arrestato, flagellato e gettato nella Cloaca Massima.

Il suo ruolo di centurione della prima coorte di Diocleziano è ricordato dalla schiera di armati dipinti, sullo sfondo al centro.

Più in basso è raffigurato l episodio della sua flagellazione, davanti all’imperatore, prima di essere ucciso e gettato nella Cloaca Massima.

Divenuto alto ufficiale imperiale, fece presto carriera e fu il comandante della prestigiosa prima corte pretoria, di stanza a Roma per la difesa dell’imperatore. In questo contesto, forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il Cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte, approfittando della propria carica imperiale.

Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, venuto a conoscenza delle opere di Sebastiano esclamò
ti ho sempre tenuto tra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell’ombra contro di me.” 
Pertanto il nostro Santo fu condannato a morte.

Vincenzo Pace
Associazione Volontari per l’Arte


Fossano, 5 giugno 2020
Viaggio virtuale sulla fragilità