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Rosina Pittatrice racconta l’opera.

Tocca a me il ritratto di Stefano Gambera.
Chi sono? Scusate, mi presento.

Sono Rosina Pittarice, e a me la Confraternita dei Battuti Rossi ha commissionato il ritratto del medico Gambera, che – non dimentico – curò gratuitamente mio padre. Non potevamo certo permetterci un medico allora… Già mangiare tutti i giorni non era così scontato.

Dovrò seguire i canoni dell’iconografia dei benefattori, sicuramente, ma intingerò il pennello nella riconoscenza, nella stima, nell’ammirazione che ho sempre provato per lui.

In basso, ben in evidenza, dipingerò il cartiglio e sarà avvolgente, come a stringere in un abbraccio lui, il medico e la sua famiglia, così come lui fece con i suoi pazienti. Non si è mai sposato. Noi eravamo la sua famiglia.

La lunga iscrizione in latino, e lo stemma sulla destra in basso, testimonieranno da una parte l’importanza di questa famiglia di Dottori e Benefattori, dall’altra la Carità che ispirò l’operato del nostro Chirurgo. Il testo rimanderà dunque agli “alimenta e unguenta gratuita” e al testamento con cui lasciò all’Ospedale tutto il suo patrimonio. Si dice che abbia lasciato circa 50.000 lire per l’ospedale. Con l’obbligo di destinare 4 letti, in camere separate per i malati contagiosi: sifilide, ulcere cancerose, umori sierosi…

Sappiamo tutti che l’ospedale, per antica consuetudine, dà ricetto agli ammalati del Comune e anche ai forestieri che abbiano la febbre e si siano ammalati nella città o nel territorio. I malati di sifilide però sono respinti, come i cronici, gli epilettici, i maniaci, gli strumosi, gli incurabili. Per loro ora ci saranno i letti di Stefano Gambera.

Sulla destra in alto dipingerò il quadro della Madonna del Latte a simboleggiare, oltre alla fede del benefattore, la gratuità del suo donare.

La mano sinistra sarà infilata nel gilet e rimanderà chiaramente alla posa napoleonica.

L’altra indicherà la Vergine e sarà ieratica, benedicente, in qualche modo già trasfigurata, così come il suo volto, in particolare la fronte, colpita dalla luce.

Dipingerò un ritratto realistico certo, molto, ma anche senza tempo. Elegante sarà la consolle con i piedi dorati e riccamente elaborati. Sopra vi poggerò un libro e alcuni gioielli a testimoniare gli strumenti con cui soddisfece il suo bisogno di dare: cultura e patrimonio.

Nero sarà lo sfondo, in cui si nasconderanno i suoi “clienti”, a cui egli donò senza mai umiliarli o farglielo pesare, con apertura di mente e di cuore.

Se poi avrà in cambio il quadro o i funerali sfarzosi o la fama di gran benefattore, conta poco. Conta invece quanto, nelle infinite gradazioni tra il dono-scambio e quello gratuito, egli sia vicino al dono cristiano, di Gesù.

Certo, per noi e per tanti qui a Fossano, è un “santo”, come suo nonno prima e suo padre poi. Già il nonno aveva il “vizio” di curar gratuitamente i poveri. E il padre ne seguì l’esempio. Aveva solo 16 anni quando un benefattore propose di pagare per lui gli studi per diventar notaio. Avrebbe potuto arricchirsi. La loro era una famiglia borghese, ma sicuramente non di quelle che si possono permettersi di scialare. Stefano ha fatto la stessa scelta coraggiosa, è stato medico di tutti, soprattutto di chi un medico proprio non poteva permetterselo.

Io no. Ho rinunciato. Non ho avuto il coraggio di rifiutare l’offerta di entrare, io donna, nella bottega del pittore. Non ho avuto il coraggio di rinunciare ad essere una madre molto presente. Fare il medico richiede impegno e dedizione assoluta.

Così son diventata Rosina Pittatrice. Sono ritrattista, piuttosto brava, e madre molto presente di sette splendidi figlioli. E ora sono qui a dipingere il ritratto di uno che ha trovato nel dono il senso della sua vita. Lo capisco bene.

Ha donato perché non poteva non farlo. Era l’unico modo per sentirsi “giusto”, “a posto”, in sintonia con se stesso.”

Rosina Pittatrice
Fossano, 1779


Racconto ideato nel laboratorio narrativo sul senso del dono, ispirato alla collezione dei quadri dei Benefattori presso il MAB Fossano (Museo Archivio e Biblioteca della Diocesi di Fossano).
Dicembre 2020.