Ascolta la storia

Michelangela Bergese racconta l’opera.

Era un letterato e un mecenate, benefattore dell’Ospedale di Fossano. Ritratto realistico e simbolico insieme. Grazie ad un sapiente gioco di luci, l’immagine sacra che domina lo sfondo appare quasi fusa con quella dei libri. Quasi a definire la spiritualità del benefattore.

Riproduzione della parte centrale del Ritratto del benefattore GaetanoEmnuele Bava, conservato presso il Cmuseo Diocesano di Fossano.

Uomo di studio e di fede, dai tratti somatici austeri e autorevoli. Gaetano Emanuele Bava, innamorato dello studio spinto da un’appassionata “curiositas”, non poteva che trovare soffocante il tetro ambiente militare che abbandonò per viaggiare in Italia e in Europa. 

Lo sguardo nel Ritratto del benefattore GaetanoEmnuele Bava, conservato presso il Cmuseo Diocesano di Fossano.

La crescita intellettuale e la sete di sapere lo spinsero a condividere i suoi interessi culturali fondando a questo scopo la Società San Paolina e l’Accademia di Fossano; frequentate da eminenti intellettuali del tempo quali Alfieri e Morato.

La posa napoleonica, con la mano nel risvolto della giacca del Ritratto del benefattore GaetanoEmnuele Bava, conservato presso il Cmuseo Diocesano di Fossano.

Il suo spirito eclettico, la passione che ne guida le esperienze, l’amore per la discussione e il confronto come mezzi per approfondire la conoscenza proiettano Bava nella sfera dei filosofi; secondo la accezione etimologica più stretta del termine: amante della sapienza. 

“Che cosa sarebbe la vita senza filosofia?”

si domanda Cicerone.

“Quanta angoscia, quanto male, quante bassezze da bruti scaccia la filosofia ricordando all’uomo il suo vero destino”

È questo il dono più grande che dagli amanti della filosofia può giungere attraverso il tempo e lo spazio. 

Particolare dei libri nel Ritratto del benefattore GaetanoEmnuele Bava, conservato presso il Cmuseo Diocesano di Fossano.
Particolare dello stemma nel Ritratto del benefattore GaetanoEmnuele Bava, conservato presso il Cmuseo Diocesano di Fossano.

Gli appassionati della cultura, infatti comprendendone l’impareggiabile valore per l’uomo non possono non amarli entrambi.

Non a caso i classici definiscono la cultura “humanitas”: dono immenso, in quanto ricchezza spirituale nobilitante, dono prezioso perché impedisce di essere inghiottiti dalla brutale barbarie sempre in agguato, in ogni tempo, in ogni luogo. 

Il sorrido nel Ritratto del benefattore GaetanoEmnuele Bava, conservato presso il Cmuseo Diocesano di Fossano.

Dono gratuito, infine, come gratuita è la dolce fragranza che, inconsapevolmente, senza nulla aspettarsi in cambio diffonde il mirto a profumare la valle. 

Michelangela Bergese
Fossano, 2021


Racconto ideato nel laboratorio narrativo sul senso del dono, ispirato alla collezione dei quadri dei Benefattori presso il MAB Fossano (Museo Archivio e Biblioteca della Diocesi di Fossano).
Dicembre 2020.