Fragilità. Una storia, tante storie.

Un viaggio virtuale alla ricerca della fragilità nella storia e nell’arte sacra a Fossano.


La strage degli innocenti
Narrazione di Maddalena Centenero

Narrazione di Vincenzo Pace

Tela di Giovanni Battista Curlando del 1708, custodita nel Museo Diocesano di Fossano. Proviene dall’Oratorio della Confraternita della Santissima Trinità. Fu riprodotta nella Pala dell’altare destro della chiesa della Santissima Trinità .


Maddalena Centenero commenta l’opera.

Ci troviamo di fronte ad un olio su tela di Giovanni Battista Curlando, pittore ritrattista nato a Torino probabilmente nel  1648 e morto nel 1710.

Questo quadro proviene dalla Confraternita della Santissima Trinità di Fossano ed ora si trova stabilmente nel locale Museo Diocesano.

Raffigura la “Strage degli innocenti” ordinata da Erode il Grande, Re della Giudea e citata nel Vangelo di Matteo, nel capitolo secondo. Erode dispose che venissero uccisi tutti i bambini di età inferiore ai due anni, maschi, di Betlemme e dintorni. Questo dopo aver saputo dai Magi della nascita di Gesù, potenziale futuro Re dei Giudei.

Erode infatti sentiva minacciato il suo trono e allora commissionò ai suoi soldati questa carneficina.

Il pittore ha rappresentato questa scena così drammatica mettendo in risalto la fragilità dei bambini innocenti, che furono strappati violentemente dalle braccia delle madri e uccisi a causa della sete di potere di Erode.

Scena molto movimentata e confusa, con colori chiari e tenui sui volti e sui corpi delle mamme e dei loro bimbi, quasi ad evidenziare il loro terribile sacrificio e colori scuri e cupi sui corpi dei sicari di Erode, quasi a voler nascondere il loro efferato gesto nella penombra.

Si può notare che le madri agiscono in maniera differente alla violenza dei soldati. Alcune cercano di fuggire, altre stringono forte il loro bambino al petto e un’altra ancora dà un morso sul braccio del carnefice.

La strage degli innocenti fu un tema molto rappresentato nel corso dei secoli da vari pittori, a partire da Giotto, Ducio di Boninsegna, Guido Reni ed altri che dipinsero questo eccidio con grande drammaticità, ma anche con qualche segno di speranza come la consegna della Palma del Martirio da parte degli angeli che si trova nell’opera di Guido Reni.

Qui non c’è speranza, si vede solamente la violenza dei sicari, lo strazio delle madri e la drammaticità e crudeltà dell’ingiusto massacro.

Maddalena Centenero
Associazione Volontari per l’Arte


Fossano, 5 giugno 2020
Viaggio virtuale sulla fragilità