Fragilità. Una storia, tante storie.

Un viaggio virtuale alla ricerca della fragilità nella storia e nell’arte sacra a Fossano.


Ascolta l’itinerario della fragilità

Io sono Geanina, volontaria di Museo social club e presento i 4 luoghi del viaggio tra le opere d’arte. Siamo a Fossano.

Chiesa di San Giuseppe, Cappella di Madonna dei campi, vecchio Duomo (sotto l’attuale Cattedrale), chiesa del Gonfalone, chiesa della Santissima Trinità e Museo, Archivio e Biblioteca diocesane.


Iniziamo fuori dalle mura: nella Chiesa di San Giuseppe e nella Cappella di Madonna dei campi.

La storia inizia lungo un’antica strada, percorsa dai pellegrini che attraversano le vie piemontesi che uniscono l’Europa al Mediterraneo, Santiago a Roma.

La chiesa di San Giuseppe è in un crocevia, laddove il cammino tocca Fossano, in mezzo agli orti, a pochi passi dal canale detto “Naviglio”, appena fuori dai bastioni che proteggono l’abitato.

Entriamo nella navata centrale della chiesa, siamo accolti dai santi dipinti: Giacomo il protettore dei viandanti e san Sebastiano, ferito, simbolo della consolazione alle sofferenze terrene.


Ed è proprio San Sebastiano soccorso dall’angelo il primo quadro che vi racconta Vincenzo Pace.

L’opera si conserva presso il Museo Diocesano di Fossano.


Qualche passo più avanti incontriamo il secondo quadro. Si trovava nella Cappella di Madonna dei campi.


Il ritrovamento delle reliquie di San Giovenale, la protagonista è una principessa colta da un malore.
Il racconto è di Denise Chiaramello.

La tela è ad oggi conservata nel Museo Diocesano.


Entriamo ora in città passando sotto l’arco di San Martino e procediamo dritto verso il vecchio Duomo. Non è la Cattedrale che si vede oggi. Era un chiesa molto più antica, sorta a Fossano al tempo degli Acaja. Nel ‘700, dopo quattro secoli, l’antico Duomo diventa fragile, è allo stremo delle sue forze, e viene completamente ricostruito. Del vecchio Duomo rimane solo il campanile.

Conserviamo anche, in Cattedrale e nel Museo Diocesano, un tesoro di tele, argenti, tessuti e opere di artisti mai dimenticati come Giovanni Claret, autore del terzo quadro di questa visita virtuale.


L’Ultima cena. La narratrice è Beatrice Boldrini.

La tela è ad oggi conservata presso la Cattedrale di Fossano.


Una storia, tante storie. Dalla storia del vecchio Duomo ricostruito entriamo nella chiesa del Gonfalone.

Il quadro che ci fa vedere Domenica Parsi
ha una travagliata storia, si trovava qui, insieme ad altri 9 dipinti, che raffigurano le storie di Giuseppe ebreo.

La tela è ad oggi conservata nel Museo Diocesano.


Quanto questa storia fosse amata dai confratelli della Compagnia del Santissimo Nome di Gesù – i Battuti Bianchi – non è scritto su nessun documento d’Archivio, ma possiamo intuirlo, perché il ciclo narra di una grande storia biblica sulla fragilità. Chi si prende cura di qualcuno può trovare ispirazione in questa storia: c’è un faraone in crisi, che chiede aiuto ad un giovane straniero.


Percorriamo l’ultimo tratto del nostro viaggio.

Ci siamo chiesti…

Che fare delle fragilità che riconosciamo in noi e negli altri?

È possibile riconciliarsi con i nostri limiti e accogliere la fragilità come un dono?

Qualche risposta arriva cercando nell’arte prodotta dalla prima Confraternita della città, la congregazione con il saio rosso, che si occupava della cura degli ammalati.

Nel ‘600 i Battuti Rossi fanno dipingere 8 tele per il loro Oratorio, per ringraziare i fossanesi che, nei secoli precedenti, avevano donato i propri patrimoni per garantire il funzionamento del vecchio ospedale di cui si occupavano.

Nel ‘700 lo slancio e la capacità dell’operare collettivo fa più grande Fossano: con un nuovo ospedale e una chiesa barocca, in cui adesso entriamo.


Nella chiesa della Santissima Trinità vediamo come l’umana fragilità si accompagna con la capacità di cura.


Silvana Girello ci fa vedere la Crocifissione, il grande quadro ovale sull’altare maggiore.

Pala dell’altare maggiore, chiesa della Santissima Trinità a Fossano.


Daniela Bergese ci fa rivolgere lo sguardo in alto, verso le volte affrescate.

Particolare degli affreschi sul catino dell’altare laterale destro della chiesa della Santissima Trinità a Fossano.


Maddalena Centenero ci racconta la Strage degli innocenti.

Tela di Giovanni Battista Curlando del 1708, custodita nel Museo Diocesano di Fossano. Proviene dall’Oratorio della Confraternita della Santissima Trinità. Fu riprodotta nella Pala dell’altare destro della chiesa della Santissima Trinità .


E infine Franco Piana ci fa soffermare sui particolari dell’Apparizione a San Tommaso.

Tela di Giovanni Battista Curlando del 1708, custodita nel Museo Diocesano di Fossano. Proviene dall’Oratorio della Confraternita della Santissima Trinità.


Buon ascolto!


Si ringra l’Associazione Volontari per l’Arte per i racconti.

Le narrazioni sono state elaborate in modo personale dai volontari, nell’ambito di un laboratorio di formazione on line a cura di Roberto Canu, Monica Mazzucco e con la collaborazione di Denise Chiaramello dell’Ufficio Beni della Diocesi di Fossano.


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Monica Mazzucco
Museo Social Club


Fossano, 5 giugno 2020
Viaggio virtuale sulla fragilità