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Donata De franceschi racconta il ritratto della benefattrice Giuseppina Falletti, opera conservata presso il Museo Diocesano di Fossano (MAB) appartenuta alla Confraternita dei Battuti Rossi.

Ciao Giuseppina,

mi hai colpita subito con quel tuo abito così austero,  la tua posa così composta, che sono così in contrasto col tuo sguardo sornione, con quel sopracciglio alzato e quel sorriso così enigmatico con l’angolo della bocca tirato un po’ su.

Sembra quasi tu voglia farti beffe di chi ti guarda, come se l’avessi fatta franca.

Hai un piglio sagace.

Particolare del ritratto della #benefattrice Giuseppina Falletti a #Fossano.
Particolare del ritratto della #benefattrice Giuseppina Falletti a #Fossano.

Sei la discendente del beato Oddino Barotti… innovatore, da cui hai ereditato lo spirito anticonvenzionale.

Sei stata professa nel monastero cistercense di Santa Catterina, pregavi, studiavi, ma non lavoravi e questa condizione ti ha permesso di conservare la tua dote.

Particolare del ritratto della #benefattrice Giuseppina Falletti a #Fossano.
Particolare del ritratto della #benefattrice Giuseppina Falletti a #Fossano.

Non sappiamo per quale motivo, ma un bel giorno hai abbandonato la vita monacale per tornare in quella secolare.

Muori nel 1854.

E decidi tu a chi destinare i tuoi beni.

Il tuo lascito più ragguardevole va all’ospedale Maggiore, il quale consta di una tenuta di 90 giornate ed un legato di 5.000 lire, col condono di un credito di pari valore, con la finalità di allestire e mantenere 4 letti per le partorienti, cui, al tempo,  era impedito l’accesso all’ospedale. Questi letti dovevano essere collocati in un luogo appartato e doveva usarsi ogni delicatezza al riguardo ed alla pubblica moralità.

L’istituzione di questi 4 letti perpetui doveva essere il fondamento di un Ospedale di Maternità, cui potessero accedere le partorienti di qualunque stato e condizione.

L’Ospedale doveva inoltre somministrare ogni anno a domicilio a 12 partorienti maritate, povere e residenti da tre anni in Fossano il sussidio di 12 lire a ciascuna di esse, al fine di provvedere ai bisogni più urgenti nel corso del loro puerpuerio.

Il tuo dono va oltre il vero significato economico.

Si protrae nel tempo dando importanza alla maternità, quale momento delicato della vita di una donna.

Non sapremo mai se questa tua attenzione fosse stata dettata da una maternità che ti è stata negata, o da quale altro moto di spirito.

Certo è che nella gestione della tua vita e dei tuoi beni hai dimostrato un’indipendenza unica nel suo genere per la tua epoca ed una sorta di femminismo ante litteram: sei stata una donna straordinaria.

Donata De Franceschi
Fossano, 2021


Racconto ideato nel laboratorio narrativo sul senso del dono, ispirato alla collezione dei quadri dei Benefattori presso il MAB Fossano (Museo Archivio e Biblioteca della Diocesi di Fossano).
Dicembre 2020.