Un museo vivente

Con l’esperienza sperimentale social club il Museo diocesano di Fossano coinvolge la comunità locale attraverso una serie di percorsi, chi ama l’arte visiva e chi ama l’arte d’incontrare le persone, di far vivere le storie e di ascoltarsi. Le opere sono narrate da punti di vista insoliti e sono interpretate in performance dal vivo, quadri viventi e laboratori esperienziali. Un’ampia rete di persone e organizzazioni sostiene, sviluppa e partecipa attivamente a museo social club.

L’opera d’arte apre uno spazio in cui l’uomo può entrare, respirare e narrare.

Derio Olivero

A chi e a che cosa è utile il patrimonio conservato nei musei diocesani?

Valore dell’arte

Nel tempo i beni artistici sono serviti per le necessità di culto, di catechesi. Oggi cresce la consapevolezza che i luoghi culturali siano spazi di aggregazione, confronto, creazione di futuro per le comunità (al plurale) locali. I beni e i luoghi d’arte sacra non sono oggetti: essi parlano e raccontano di un modo di concepire l’esistenza, la storia, i rapporti umani, la speranza davanti al dolore, il senso dell’eternità e della felicità.

Museo social club è un progetto che coinvolge la comunità locale, in particolare nuovi pubblici (chi raramente ha avuto l’opportunità di consocere il museo), e apre spazi di relazione tra l’opera d’arte che espone al suo interno e i visitatori, e tra i visitatori tra di loro. Le emozioni e l’empatia giocano il ruolo centrale.

Monica Mazzucco (Culturadalbasso)

Le opere d’arte sacra possono toccare profondamente le persone e la comunità. Il quadro o la scultura diventano il punto di partenza per raccontare storie, del passato, esperienze della vita presente e aspettive e sogni del tempo futuro. Illustrare racconti al pubblico è un’attività che affascina e che suscita emozioni e permette di ritrovare codici comunicativi che nel tempo si sono smarriti, rinnovandoli e utilizzandoli per far crescere e rendere consapevoli le comunità di fronte alla complessità contemporanea. Siamo infatti di fronte ad una svolta di civiltà, il millennio cristiano eurocentrico sta tramontando e stiamo andando rapidamente verso una società multiculturale e multireligiosa.

E il futuro?

Possiamo costruire un futuro d’integrazione e non di contrapposizione.

Museo Diocesano Social Club, a partire dall’approccio autobiografico, propone esperienze che utilizzano l’arte come formidabile strumento di attivazione del pensiero e di socialità.

E se fosse proprio il patrimonio culturale ecclesiastico, nell’attuale congiuntura socio-economica, l’attore che può cogliere i bisogni sociali e culturali emergenti e giocare un ruolo attivo nella costruzione di una società più coesa e resiliente?

Roberto Canu (Culturadalbasso)

Foto di Federico Carle, Lindita Thusaj, Monica Mazzucco.