Museo social club è un’esperienza d’innovazione civica che a partire dal 2017 sperimenta azioni di attivazione e partecipazione per recuperare la possibilità di crescita umana e sociale della comunità locale, attraverso un esercizio collettivo di scoperta e interazione con le opere di arte sacra della collezione del Museo diocesano di Fossano.

C’è una distanza, a volte incoffessabile, tra l’arte sacra e le persone.

Nel nostro intimo, un’imbarazzante quantità di collezioni artistiche del mondo può risultarci estranea e respingente.

Alain de Botton e John Armstrong

la comunità e il percorso

La comunità locale è un concetto che si espande mentre respiri. Un noi difficile da afferrare. Social club parte dai bordi, da chi non ha mai visitato il Museo diocesano di Fossano, chi non partecipa ai gruppi diocesani e non conosce le parrocchie. Parte dall’incontro con chi non partecipa alla vita sociale perchè recluso. Persone di culture e religioni diverse, paesi diversi. Detenuti, stranieri, volontari dell’arte e del sociale, artisti, insegnanti e catechisti si incontrano nel museo social club.

I percorsi in cui sono coinvolti hanno una poetica, una forma, una ragione e un esito. Cominciamo dalla poetica.

Dammi l’acqua
dammi la mano
dammi la tua parola
che siamo,
nello stesso mondo.

Chandra Livia Candiani (Cit. Lectio Stella Morra)

La forma del percorso è quella dello spazio inclusivo caratterizzato da una legge: la partecipazione è aperta. In poesia ciò che accade suona come l’abbraccio. In geometria si parla di cerchio.

incontro e interpretazione

Il cerchio di persone scopre e interpreta l’opere d’arte. I metodi della didattica attiva facilitano il compito. In musica per organizzare gli strumenti e i temi di un brano si parla di arrangiamento. Allo stesso modo i metodi attivi armonizzano l’interpretazione che un gruppo di persone può fare di un opera d’arte perchè danno ritmo e spazio agli strumenti (fuori di metafora alle singole persone). Valorizzano i bassi dal “cuore pulsante” e integrano le voci soliste. I metodi attivi consentono di mettersi autenticamente in relazione con sé stessi e con gli altri. Lasciano scorrere il tempo in modo piacevole. Concedono di andare in profondità.

arte come mezzo

Esistono due modi per non apprezzare l’Arte.
Il primo consiste nel non apprezzarla.
Il secondo nell’apprezzarla con razionalità.

Oscar Wilde

La profondità emerge e prende forma attraverso mezzi. Non solo l’opera d’arte è un mezzo. Il percorso mette in gioco altri mezzi, o linguaggi, concessi alle persone per esprimere la propria profondità.

Sono i linguaggi artistici come la poesia, la narrazione autobiografica, la pittura, il disegno, la musica, la performance teatrale, la fotografia, la realizzazione di una scenografia. Sono mezzi potenti. Le interpretazioni delle opere prendono una vita propria. Alcuni mezzi sono più “leggeri” e mostrano meglio la vita.

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

Paul Klee

didattica dell’arte per adulti

Nel mondo moderno all’arte viene attribuito il ruolo fondamentale di avvicinare le persone al senso della vita.
Museo social club si concentra sull’elaborazione di esperienze di diattica per gli adulti oppure miste (adulti e bambini), in particolare sulle esperienze di natura inclusiva.

Ogni bambino è un’artista.
Il problema è poi come rimanere
un’artista quando si cresce.

Pablo Picasso