La collezione

La collezione d’arte comprende quadri, icone, oggetti, arredi, ex voto e sculture di arte sacra appartenuti alle Confraternite di laici attive nel fossanese negli ultimi quattro secoli, e ad alcune cappelle campestri e chiese nel territorio della Diocesi di Fossano. Si compone anche di una interessante galleria di ritratti di benefattori fossanesi tra Seicento e Settecento: cittadini che, a partire dalla fine del Cinquecento, contribuirono al bene comune attraverso lasciti destinati a realizzare opere pie e grandi cantiere, come fu l’ospedale di Fossano. I Benefattori ricevettero, in cambio della donazione, un ritratto su tela e ancora oggi permane la loro memoria.

Si conservano quindi a Fossano più di trecento opere complessivamente, testimoni di oltre quattrocento anni di vicende, imprese e valori della comunità locale. Questo patrimonio è parte di un patrimonio diffuso molto più ampio: le opere che sono rimaste nelle chiese, cappelle e istituti diocesani in cui hanno avuto origine.
Tutto ciò è raccolto e tramandato alle future generazioni dalla Diocesi di Fossano.

Le provenienze

Le principali provenienze della collezzione del Museo Diocesano di Fossano sono: le chiese di San Giuseppe e San Giovanni Evangelista a Fossano, le Confraternite della Santissima Trinità (Battuti Rossi), del Gonfalone o Santissimo Nome di Gesù (Battuti Bianchi) e della Misericordia (Battuti Neri), la chiesa parrocchiale di Murazzo, la cappella della Croce, la chiesa di santa Maria di Loreto, l’antica cappella di santa Maria del Pensolato, la chiesa di san Martino, la chiesa parrocchiale di Genola e il monastero dell’Annunziata di Fossano.

La Diocesi di Fossano è stata istituita nel 1592.

Dal 2020 è oggetto di un processo di accorpamento con la Diocesi di Cuneo (processo in corso).

Le storie e i valori

Le opere raccontano storie sacre del Vecchio e Nuovo Testamento. Tra le vicende più antiche è particolarmente interessante il ciclo di storie di Giuseppe Ebreo, di cui si conservano nove tele pittoriche.
Uno dei percorsi social club ha sviluppato narrazioni autobiografiche ispirate dai nove quadri, interpretando la storia biblica in chiave umana. Alcune tele del ciclo.

Il ciclo delle nove storie di Giuseppe Ebreo.
Realizzato nel 1613 da Giuseppe Barotto,
proveniente dalla Chiesa del Gonfalone, Confraternita dei Battuti Bianchi.
[© Museo diocesano di Fossano]

Le vite e le storie dei santi sono raffigurate in numerose grandi tele pittoriche. Alcune sono dedicate al patrono Giovenale, il vescovo di Narni, le cui reliquie arrivarono in Cattedrale a Fossano attraverso una vicenda miracolosa che coinvolse in tempi diversi due pellegrini sulla via di Santiago: un monaco di Tolosa e una principessa inglese. La storia del santo, adattata alla modernità, è diventata un quadro vivente in forma teatrale.

Altri santi raffigurati sono san Giuseppe, san Michele, santa Giustina e Sant’Orsola, santa Marta, san Sebastiano, san Giacomo, san Giovanni evangelista, santi a cui la comunità fu devota.

La tela del martirio di sant’Orsola ha ispirato una serie di narrazioni autobiografiche intorno al tema della migrazione contemporanee e al ruolo del volontariato nel sistema che regola i flussi, all’interno di una serie di eventi e laboratorio con il titolo “Viaggi e Vite“.

L’altro giorno ho perso un mondo, qualcuno l’ha trovato?

Emily Dickinson
Il quadro raffigura il viaggio di Orsola verso il martirio.
L’opera proviene dalla chiesa di San Giuseppe e fu realizzata nel 1610 da un pittore ligure.piemontese di scuola manierista.
[© Museo diocesano di Fossano]

Anche la grande tela dedicate a San Giacomo, appartenuta ad una chiesa appena fuori le mura della città, ha ispirato una serie di narrazioni autobiografiche intorno allo stesso tema “Viaggi e Vite“.
Riscoprendo un itinerario verso Santiago nel fossanese, percorrendolo insieme agli abitanti, è emerso un racconto che ha per protagonista il un sentiero della cura, un sentiero ancora vivo, perché anche oggi camminare e viaggiare è un po’ guarire.

Il quadro raffigura il pellegrino san Giacomo (Santiago).
L’opera proviene dalla chiesa di San Giuseppe e fu realizzata nel 1647, probabilmente da Giacomo Pittatore.
[© Museo diocesano di Fossano]

Mi piace camminare liberamente e fermarmi quando mi piace; camminare a piedi con il bel tempo, in un bel paese, senza fretta, avendo come meta un oggetto piacevole: fra tutti i modi di vivere, ecco quello più di mio gusto

Jean Jacques Rousseau

Si conservato nella collezzione i ritratti dei Benefattori. Social Club ne ha preso in esame uno, una donna d’altri tempi. Si chiama Giuseppina Falletti ed ha raccontato la sua storia in un’Agorà del volontariato sociale, trasformandosi in un quadro vivente.

Particolare del quadro di Giuseppina Falletti.
[© Museo diocesano di Fossano]

Particolarmente interessante è il repertorio di tele, oggetti e arredi delle Confraternite. Raccontano di come la devozione trovava espressione nelle processioni e nei riti singolarmente suggestivi, ma anche di come le virtù civili e religiose si fossero intrecciate per dare corpo a straordinarie imprese di solidarietà, come fu la costruzione dell’Ospedale.
Seguono alcuni particolari di una tela dal grande valore documentale. Mostra un ospedale del ‘600 in cui è evidente il ruolo attivo dei laici iscritti alla Confraternita dei Battuti Rossi.

Particolari di una grande tela del 1613 intitolata “Cristo Risorto e l’Ospedale di Fossano con i Beati Amedeo IX di Savoia e Oddino Barotto”, appartanuta alla Confraternita della Santissima Trinità, realizzata da Giuseppe Barotto.
[© Museo diocesano di Fossano]

La carità e il bene comune

Con sensibilità moderna potremmo dire che la collezione sviluppa i temi della carità cristiana, esprime il valore dell’agire collettivo per il bene comune.
Esprime qualcosa che oggi sembra smarrito: l’idea del “mettere in comune”. Le storie che le opere tramandano sono moderne e attuali. Sono state commissionate per ispirare generazioni di laici, benefattori e religiosi impegnati nella comunità locale in tempi in cui non era lo Stato a gestire il sistema del welfare. Era la comunità stessa. Oggi possono aprire un dialogo costruttivo.

Il cantiere del MAB Fossano

MAB è la sigla che riunisce il Museo Diocesano, l’Archivio e la Biblioteca e rappresenta lo spazio in cui sono conservati e valorizzati i beni culturali ecclesiastici locali. Come luogo della cultura contribuisce al processo di conoscenza e approfondimento della storia della Chiesa che a Fossano è stata vissuta per secoli da uomini e donne, come il patrimonio ben racconta.

Conservare e valorizzare sono due facce della stessa medaglia quando si tratta di cultura e conoscenza.
Non si può infatti tutelare qualcosa senza renderlo fecondo, senza metterlo in gioco attraverso la sua fruizione, la sua interpretazione.

Don Pierangelo Chiaramello, Vicario Generale

Articolo “Apre il cantiere del Mab, un investimento per il futuro” di Carlo Barolo, La Fedeltà 20-11-2019

Il Museo Diocesano di Fossano è in via Vescovado 8. Temporaneamente non è visitabile perchè è in corso il cantiere MAB.